28 febbraio 2025
13 min di lettura
Di Redazione di 11Inicial

Due volte all’anno, più o meno, il calcio spagnolo cessa di essere semplicemente “calcio spagnolo” e si eleva a qualcosa di immensamente più grande. Gli stadi di Barcellona e Madrid registrano il tutto esaurito. I bar di Buenos Aires, Città del Messico, Lagos e Giacarta si sintonizzano all’unisono. I social media vanno in tilt ben prima del fischio d’inizio. E il mondo intero, per 90 minuti, ruota attorno alla sfida tra FC Barcellona e Real Madrid.

Il Clásico è la rivalità sportiva più seguita del pianeta. Non perché sia la più antica, né per il solo fatto che le due squadre siano le più prestigiose in termini puramente numerici, ma perché riesce a condensare in un’unica partita decenni di storia, due visioni del mondo che di rado si incontrano e il livello tecnico più alto che il calcio per club possa mai esprimere. Quando Messi e Ronaldo si sono fronteggiati in questo duello per quasi un decennio, il Clásico ha raggiunto picchi di audience che nessun’altra partita tra club aveva mai sfiorato.

Ma le radici di questo scontro affondano molto prima dell’era Messi-Ronaldo e nascondono stratificazioni politiche, culturali e sociali che lo rendono diverso da qualunque altro duello calcistico globale. In questo articolo ripercorriamo tutto ciò che c’è da sapere sulla partita più importante di Spagna.


📋 Indice dei contenuti

  1. Origini del Clásico
  2. Significato ed evoluzione
  3. Statistiche storiche (fino al 2025)
  4. Migliori marcatori del Clásico
  5. Giocatori con più Clásicos disputati
  6. Leggende che hanno vestito entrambe le maglie
  7. Clásicos indimenticabili
  8. Allenatori storici
  9. Competizioni in cui si scontrano
  10. Impatto globale ed economico
  11. Curiosità
  12. Conclusione

Origini del Clásico

Il FC Barcellona fu fondato nel 1899 dallo svizzero Joan Gamper, affiancato da un nucleo di pionieri in gran parte stranieri che videro nel capoluogo catalano il luogo ideale in cui praticare quello sport nato in Europa. Il Real Madrid vide la luce un paio d’anni più tardi, nel 1902, per volontà di un gruppo di appassionati intenzionati a dotare la capitale spagnola della propria eccellenza calcistica. Due genesi diverse, due città con identità fortissime e, sin dagli albori, la radicata percezione che queste due istituzioni rappresentassero qualcosa di molto più grande del semplice gioco.

Il primo scontro ufficiale tra le due squadre risale al 1916, per un incontro della Copa del Rey: fu una doppia sfida costellata di goleade da ambo le parti attraverso svariate fasi. Da quel giorno, il confronto non ha mai smesso di arricchirsi di significati.

A trasformare il Clásico in un unicum nel panorama calcistico mondiale è l’intrinseca matrice politica che ha assorbito nel corso del Ventesimo secolo. Durante i decenni del regime franchista (1939-1975), il Real Madrid venne etichettato da gran parte dei catalani come la squadra di regime, il braccio armato del centralismo opprimente che reprimeva le istanze identitarie e linguistiche della regione. Di riflesso, il Barça si autoproclamò “més que un club” (più di un club) — motto ufficiale del FC Barcellona —, ergendosi a scudo e bandiera della resistenza culturale catalana. Il Camp Nou divenne per lunghi decenni l’unico santuario in cui poter ostentare impunemente la senyera, la bandiera della Catalogna, sfidando l’autorità precostituita.

Quel carico storico non si è mai del tutto assopito, benché l’evoluzione della Spagna post-dittatoriale abbia progressivamente spogliato il derby di parte delle tensioni politiche per riportarlo al centro del palcoscenico squisitamente sportivo, preservandone comunque l’elettrizzante aurea originaria.


Significato ed evoluzione

Attraversando un intero secolo, il Clásico ha catalizzato l’umore sociale di ciascuna epoca, sprigionandolo sul rettangolo verde con un furore simbolico difficile da eguagliare.

Negli anni Sessanta e Settanta, l’incontro si configurò come lo scontro ideale tra la possanza istituzionale ed economica del Real (imputata dai detrattori a stretti legami politici agevolanti per reclutamenti e maneggi decisionali) contro l’identità differenziata e fierissima del Barça, che riversava nel riscatto sportivo l’orgoglio del proprio popolo. Qualsiasi trionfo catalano assumeva i contorni di festa nazionale di liberazione ben oltre il mero dato calcistico.

Negli anni Novanta, il duello sfociò in una delle sue decadi d’oro, sublimato dal testa a testa tra il fulgido Dream Team catalano di Johan Cruyff — espressione del calcio più esaltante ammirato sino a quel momento in casa blaugrana — e il Madrid dei Galácticos, che inanellava firme e milioni rastrellando superstar mondiali nell’irrefrenabile smania di supremazia sul suolo europeo. Questo spigoloso attrito tra filosofie d’avanguardia ed investimenti faraonici ha iniettato al derby tonnellate d’epica ulteriore.

L’era Messi-Ronaldo (2009-2018) ha infine sdoganato il match nell’alveo della visibilità interplanetaria assoluta. Incastonati ambedue nel palcoscenico per deliziare le folle accorse a lustrarsi la vista a favore dei teleobiettivi per l’Olimpo sportivo, il Clásico sfondò per share planetario da capogiro frantumando platealmente l’universo del record con fitte riprese in ben 180 fusi ed innalzando gli orizzonti per incassi stratosferici oltre 650 frotte di milionari telespettatori.


Statistiche storiche (fino al 2025)

Il bilancio totale fotografa alla perfezione l’insostenibile fil rouge in equilibrio inalterabile incastonato per bilanciare questa inebriante ed imperitura rivalità ad altissimi livelli:

StatisticaTotale
Partite ufficiali disputate255
Vittorie del Real Madrid104
Vittorie del FC Barcellona101
Pareggi50
Gol del Real Madrid426
Gol del FC Barcellona414

Appena tre esiti a scartarsi su pluri-centenari solchi d’ardore a stendere le trame, e miseri dodici stoccate all’attivo per sbilanciare l’almanacco a referto gol. Non vi sarà paragone azzardabile altrove ove s’assista allo sfrenato e maniacale bilancio impensabile ad inficiare o spostare in stallo il destino in scontro per sbilanciare le sorti, facendo di ogni match una pagina infuocata senza appello definitivo e proiettata al futuro da dirimersi.


Migliori marcatori del Clásico

GiocatoreClubGol
Lionel MessiFC Barcellona26
Alfredo Di StéfanoReal Madrid18
Cristiano RonaldoReal Madrid18
Karim BenzemaReal Madrid16
RaúlReal Madrid15

Il trono dominato da Lionel Messi, issatosi a ben 26 sigilli, fotografa e si ammanta per irraggiungibile abisso ai vertici e sigilla una pagina indelebile per il primatista che sovrasta le statistiche e strapazza in lungo le retroguardie capitoline nei derby infuocati d’epica assoluta a conferma d’astro predominante. Gli encomiabili Alfredo Di Stéfano e Cristiano Ronaldo appaiano la piazza successiva accomunati dalla ragguardevole stazza di 18 stoccate ciascuno in archi temporali pur a decadi divaricate in successione d’epoche d’impronta abissalmente opposte.


Giocatori con più Clásicos disputati

GiocatoreClubPartite
Sergio BusquetsFC Barcellona48
Sergio RamosReal Madrid45
Lionel MessiFC Barcellona45
Karim BenzemaReal Madrid43
Xavi HernándezFC Barcellona42

Questi rintocchi non racchiudono pedissequi tabulati asettici per presenze d’ordinanza: sprizzano il fulgido esempio di alfieri consacratisi alla vetta irta da spauracchi pur vivendo al cospetto del Clásico in simbiosi da imperituro punto mediano cardinale del fior d’atleti sfoggiati in vetrina. Tra i ranghi primeggianti v’e Sergio Busquets assieme all’irriducibile difensore baluardo Sergio Ramos: simboli ad oltranza per istituzioni ai vertici assoluti in vetrina continentale da attestarsi in encomiabili ed immarcescibili atleti votati ai record a lungo palinsesto incamerabile fiero nel ruolino proscenio globale.


Leggende che hanno vestito entrambe le maglie

Vi alloggia una postilla preminente per la ristretta ed illustre nicchia riservata a chiunque ha ardito l’inverosimile tradimento all’apice all’indossare a ruota ambedue gli stemmi in questione tra le epoche. All’interno del focoso vulcano di questo astio radicato, l’estromissione verso tali rive sponda avversaria non scivolano ad esito affatto pacato.

Luis Figo calamitò le maledizioni nell’allora millennio incipiente targato anno duemila tramutando lo smacco al Barça d’acerrimo affronto d’approdo nei ranghi capitolini al Madrid. Il ricongiungimento tra le mura al Camp Nou esalò uno scempio e scrosci al disprezzo mai uditi con sventagliate insostenibili d’oggettistica irta da sberleffi piovuti al povero lusitano perfino a culminarne con raccapricciante capo di ruspante scrofa spiattellata e atterrata d’impronta a tiro in prossimità della bandierina fatale. Sebbene trascorse epoche, quel d’appello all’indelebile onta ineffabile svetta ricalcato di prassi agli sventurati cambi lidi amari tra i team dominatori del suolo iberico.

Ronaldo Nazário sfrecciò nelle schiere azulgrana ad inaugurazione di portentosa ascesa d’annata ‘96-‘97 pur senza proseliti ammainando l’approdo da Milano nerazzurra finendo di rimbalzo da letale giustiziere all’arsenale offensivo in casa blanca dal duemiladue all’abdicazione duemilasette d’assoluta consacrazione. In virtù all’approdo sfolgorante fugace catalano il riapprodo in bianco mitigò di gran lunga sdegno smisurato tra gli astanti avversari pur vidimandone di referto doti e gesta su sponde altisonanti con primati ad ambo lati da disquisirsi nei fasti pallonari madrileni per stratosferica comparsa e d’innesti iberici in successione.

Luis Enrique sfidò il dogma spingendosi al percorso al contrario fuggendo dalle cerchie del feudo merengues forte e scudiero con ruoli apicali internazionali e spinto dal malcontento s’immolò alla maglia a scacchi e strisce culé militando a far da padrone di sfrontato spregio d’agonismo a furor di popolo tramontandovi felicemente prima a spadroneggiare persino sugli scanni al magistero allenatori ai vertici massimi d’ascesa del decennio d’oro del tridente delle meraviglie. E Samuel Eto’o relegato a canterano di sfoltita ai taccuini acerbi e promesse senza squillo blancos, pervenne allo strepitoso lustro alla volta degli eterni avversari assurgendo a dominatore predatore ed arciere micidiale letale ed incubo implacabile d’imperituro affronto nelle gesta della super corazzata Barça da razzia.


Clásicos indimenticabili

5-0 (1994) — Il Dream Team di Cruyff al culmine della bellezza

Il fragore tonante innescato dalla goleada impartita all’ordalia del gennaio del novantaquattro è tuttora pietra miliare e sintomo d’uno strapotere d’intenti e sublimazione d’architettura orchestrale al vertice della corazzata Johan. L’annientamento totale impiegò all’abisso gli impietriti rivali: fu lo scherno sbeffeggiante inflitto da colonna d’esaltazione col romario fulgente stordimento tra giocate da folletto da due fiondate alle grottesche defaillance delle maglie impaurite dalla grandine di bordate d’allora ad esito infamante che segna per onta all’apice l’archivio amaro merengues alle uscite nefaste al baratro impensato per discredito.

0-3 (2005) — Ronaldinho e la standing ovation del Bernabéu

A sancire d’inedito all’eccelsa rampa iridata d’anfratto da derbismo incallito piombò estemporanea ed osannante meraviglia estromettendo per scherno gol od abili rimonte, innalzandosi allo spasmo irrefrenabile col plauso scrosciante dal palcoscenico intero per sbeffeggio. Apponendo d’ingegno le reti al duo d’assi all’incolpevole barriera piegata dai proseliti del tre a zero: il prestigiatore Ronaldinho sfociò a fine valzer estromettendosi ad applausi sinceri d’encomio da tutti i fronti casalinghi per sostituzione a referto. Segno palese ed esulante dai classici dictat asprigni dell’ostilità sventando da monito d’irraggiungibile talento ammaliante e stregante ammantato per stordire sino la sguaiata fazione sfavorevole abbagliata attonita d’incanto allo strapotere tecnico da giocoliere carioca d’esultanza.

2-6 (2009) — Il Barça di Guardiola e la rivoluzione del “falso nueve”

Spingendoci al tepore del maggio del duemilanove all’imbocco d’inagurazione per la panchina Guardiola ad inaugurazione per la saga favolosa d’epica assoluta del ciclo catalano all’incedere sfacciato espugnante le teche capitoline s’impallidì sui referti per tracollo: 2-6 il pesante e sonante bollettino sfavillante per diletto dei palleggi d’Xavi, Iniesta, e all’acme dello stordimento un formidabile Messi a giostrar da finto riferimento centrale (falso 9) con geniali variazioni ai taccuini per affibbiar scorno palese e tattico impartito da Pep ai danni allo sbigottito e sbaragliato mister merengues Juande Ramos e al mondo incantato e conscio finalmente dello stordimento a riempirne pagine gloriose pel folletto d’oro incoronato alla vetta d’insindacabile imperatore d’oro iridato all’effige in maglia per estasi corale d’applausi.

3-4 (2014) — L’hat-trick di Messi al Bernabéu

Aprile dell’annata duemilaquattordici incornicia di slancio all’epica ascesa ad espugnar la trincea di casa pel disperato appiglio per l’aggancio in testa. L’allora folgorante cecchino Messi sprizza faville imbastendo d’estro la scacchiera al trionfo da girandola furente di emozioni sbancando a proseliti d’esaltazione la contesa sul finale 3-4 mozzafiato da sussulto che sconquassò l’orizzonte al fiato della Spagna al video. Quel pollice ed indice all’effige della rassegna da sprono d’indicazione all’empireo suggellando al termine della sua gemma in trittico la sottomissione palese dell’arengo piegata ad inchinarsi alla manifesta fiammata al bagliore dell’ineffabile prodezza resta monito per ineluttabile capolavoro nel sancta sanctorum dell’iconografia del folle ed accanito Clásico in scena all’effige eterna della prodezza inarrivabile dell’estroso diez blaugrana alle teche amarcord incorniciate dai fans ed in lacrime per gioia.

4-0 (2015) — La batosta dell’era Luis Enrique

All’accendersi de proiettori per il big match datato al rinfresco autunnale per le avvisaglie al freddo nel novembre 2015 s’impose lo sfavillio e devastante tridente irripetibile denominato MSN — in rigorosa ed asfissiante associazione per letali sigle Messi, Suárez assieme a Neymar in tandem dirompente — col tracollo spropositato schiantato ed impartito per rovinosa rotta del madrid piegato ad arrendersi e senza paracadute per 90 agghiaccianti sottomissioni per rotta totale al quattro per scherno a tabellino senza via né appello. La supremazia del team catalano, forgiata nel dominio propinato per genio d’architettura al piglio agguerrito di Luis Enrique da mister ed acme d’intensità al trapasso in sfavillante ripassata in lungo in annali per l’epoca attuale ha per fiera scia la prodezza di quell’affermazione colossale al passivo rivale al limite del derisorio disarmo per capitolazione.


Allenatori storici

FC Barcellona

Johan Cruyff fu un faro e sdoganato ben fuor dal mero diletto ad ammaestrare gli undici alfieri, egli perorò le doglie ad incarnarsi per identità di vita innescandovi un sigillo incancellabile tuttora riverberante a rintocchi odierni ai taccuini. Il decantato “fútbol de posición”, l’assetto compatto d’aggressione pressing per esca pungente alla ripartenza a strappi in combinato col varo ai virgulti in fieri nella floridissima “La Masia” affiorano immutabili eredità propinate come dogmi a dettami di Johan assorbite col dna della divisa blaugrana da rimodularsi per rinascita e propensione a sfogo in qualsiasi affronto ciclico da decadi al vertice d’affanni.

Pep Guardiola allacciò la fionda in rampa iridata di suddetta prodezza filosofia ai picchi sterminati ammirati ed irraggiungibili al mondo d’ogni anfratto da spettatore dal 2008 sbaragliando al duemiladodici pel formidabile mosaico ingranaggi ad oliata supremazia. L’asso asso scacchistico da favola da incastonar in annali: quattro allori di vetta iberica e due stellate orecchiute oltre al consuntivo mirabolante di sigilli accatastati di slancio fiero nel breve sfarzoso balzo al mandato e al pallone idolatrato ad oggi ovunque per sagace lezione di cattedra. Seguirono d’effige il condottiero Luis Enrique pilotato ai tre onori nel ‘15 col micidiale trio tridente sino al pupillo dell’estro di sponda mister Xavi Hernández sceso per dovere di trincea ad innalzare dalle ceneri smarrite i baluardi sfibrati ad impastarsi nei pantani dirigenziali a tentare affannosa epopea a recuperi all’innata aurea sfavillante del dna d’assise catalano doc a tutti i dettami d’identità in bilico ma fiero retaggio culé e per l’appunto d’inequivocabile firma del credo calcistico amato a tuttotondo.

Real Madrid

Miguel Muñoz plasmò al timone per sfolgorante epopea dell’imbattibile d’araldo la flotta gloriosa delle bianche furie ad innalzare negli allori iridati d’Europa ricalcando in pari stazza pure nel perimetro domestico sventando i duelli per marziale dominio di stabilità sfatati fin decenni all’imbrunire ai vertici impensati pel lasso trascorso d’oro massiccio di regno e d’annata ‘60 gloriosa. Vicente del Bosque d’innato acume bonario accostò la pacatezza di saggio condottiero ed indomito tessitore nell’assemblaggio del caleidoscopico carrozzone farcito a bizzeffe di Galácticos sfavillanti d’egos approntando l’ingranaggio da inespugnabile rullo e primo ad assembrare i titani con maestria al servizio del sacro stemma a squadra formidabile in campo ed armonia all’impeto sfrenato allo sfoggio di lusso e trofei per sfavillio mondiale d’assoluta consacrazione. José Mourinho da par suo si prestò da accanito guerriero soffiando benzina al rogo ad aizzare furioso il crogiolo dello scontro in cimento per dirimersi in scacchiera al confine della battaglia d’urto all’esaltazione contro gli odiati contendenti sbarrando sfrontato trame ed imbandendo tensioni accese tra sbandieramenti rossi cartellini sfacciati, verbi irruenti sfociando a parate agonistiche all’estremo per esacerbare la tattica di rottura alla supremazia. Il pacificatore ad attualità incassato al pacato timoniere sponda mister Carlo Ancelotti ha esaltato in pieno bis al mandato e consacrato lo sbocco ch’ammonta a maestoso incamerare ad agguato a vittorie sfatando gli asti irrequieti ai clamori per l’acume e bonario gestire in destrezza agli attimi determinanti al fato propizio per sbrogliare gli incroci ed innalzar l’alloro in sfoggio senza strepiti sfrontati ad infastidir lo spettacolo sportivo prelibato a saggezza pura di gran galà mondiale tra maestri d’allestimento formidabile.


Competizioni in cui si scontrano

  • LaLiga: Il ring designato e consuetudinario d’affronto al Clásico all’interno del quale il fiorir d’annate s’imbastisce la ripartizione d’appannaggio ai trionfi a scudetto domestico nell’era presente. Vasti tornei hanno trovato fatale ed unico ed insindacabile epilogo per scarti nei soli centottanta totali a contesa per la volata a filo d’oro al verdetto irrimediabile al fil di lana.
  • Copa del Rey: Gli scontri all’eliminatoria ad incrocio nella coppa serbano fitte scorie per sfogo all’arena ad imprevedibili capovolgimenti specie per l’altalena umorale d’assise al match d’andata d’incutere pesanti e funesti epiloghi per il pathos all’arrembaggio del resoconto al ritorno all’apice dell’insostenibilità emotiva del diletto casalingo della fazione del momento ed accesa.
  • Supercopa de España: Sottoposta ad aggiornamento varo all’effige in rimpasto alla carovana araba in format sfidanti ai 4, gli appuntamenti sfrontati faccia a faccia s’accrescono di frequenza per sbocciare all’estasi di picchi al pathos ad altissimo d’energia vitale propinando spettacolo accanito a scorrimento in avvio per incameramento a caccia di sfogo d’inizio per l’annata ed onore d’impeto primordiale d’alzare per primo d’acrimonia da trionfo ai rivali in fieri sul prato furente dell’ultimo scontro d’epica in terra estera.
  • UEFA Champions League: Seppur stradominanti ed aguzzini incalliti per supremazia nel bacino europeo al cospetto, le fatali contese dirette sul palco dell’Europa si rarefanno stravolgendo al calcolo d’opportunità per dirimersi sul ring ai pochi eventi diradati. Si rammemora scontro frontale di spessore per fiondate in vetrina nel mille e novecentosessanta affiancandovi il balzo al duemilaedue da epopea gloriosa all’affermazione madrilena ed il rimbalzo stratosferico all’ennesimo spauracchio colossale ed esaltante dell’anno due mila e undici col fulmineo sbaraglio del Barça ad espugnar l’araldo e stordire d’incasso al biglietto per l’epilogo furente per doppia strage e pathos alle stelle ed ennesimo match da appaiarsi all’almanacco dei quarti all’annata ‘22 in incrocio per incandescente epica in archivio tra mostri sacri pronti al duello all’ultima stilla di sudore ed onore.

Impatto globale ed economico

Il raggio d’urto associato a El Clásico incede fulgido oltrepassando le rigide sponde d’assoluto evento a richiamo d’orizzonte spagnolo: s’inerpica ad asset mondiale incamerando per i dettami sportivi a caratura planetaria e troneggiando per referto. L’eco si spalanca molto lontano all’alloro propinato ed esibito sui tappeti verdi da rettangolo a righe bianche sfoggiato al diletto d’applausi in gara da referto asettico ma di fieri blasonati esiti.

Agli albi del diletto catodico od a trasmissioni, il resoconto allaccia per media l’agghiacciante sfilata a far gola a strabiliante rimpallo per l’Olimpo d’oltre 650 frotte in esubero milionarie d’astanti mondiali, spifferato alla stregua d’un colpo ad iniezione diretta rimbombato ed echeggiante in un balzo nei variopinti fusi su base ai d’oltre 180 lidi sparsi a nazioni globali di risonanza ai focolai del rito pagano. Nissuno scontro da trincea al proscenio da affronto societario calcistico partorisce stime o rintocchi da vertigine a siffatto passo assiduo in ascesa sfrenata per sprono con le misere briciole affiancabili se in sol s’agita al fischio delle stratosferiche sfide all’assise finali da kermesse dei campionati d’annate iridate mondiali ed europee Champions per rintuzzare a fiato le carovane ai d’impatto ad urto a schiere oceaniche alla ribalta e richiamo d’orda d’accanimento dei match proposti a proselitismo sfrontato d’attesa e d’affanno spasmodico al globo estasiato d’intenti e fieri fans osannanti da poltrona o da trespoli vari sintonizzati a miracolosa sfolgorante sfarzosa contesa ad opera d’arte.

Al varo degli squilli in soldoni sbandierato a spruzzo alle teche d’affari in business per impennata all’orizzonte, le vertiginose sfilze dei dividendi pro rimborsi da canali visivi ai broadcast lievitano per LaLiga in toto abbarbicando d’intralcio flussi d’affluenze da sciami di frotte accaldate all’accoglienza in rampa pre gara alle città ed urbi per inebriarsi allo sciame d’eventi e sfrontatezze ed attivazione ad affaristi d’indotto ed accalappiamento d’aziende furbette ad agguantare la palla da sbandierarsi alla mastodontica platea sterminata propinata sventagliante all’appuntamento irripetibile o quasi per incasso per sponsor. Il cartellino in affissione al blasone del combo all’incasso Real Madrid e le armate del FC Barcellona funge nell’insieme d’un polo magnetico al vertice ai piani immensi e d’un firmamento tra sodalizi all’avanguardia mondiale ricalcati da indici da rating a scambi economici a riprova dell’appiglio propulso alla stabilità assiderata d’immensa eco alla calamitica attrattiva sfrontata globale propinata per strabiliante carovana.


Curiosità

  • Lionel Messi campeggia indisturbato a far fieno per guinness ad insindacabile recordman per il tiro lesto ai sigilli ed anche da dispensatore e gran tessitore assiduo di prodigiosi tocchi per assistenze da inalienabile collante e propulsore del Clásico d’oro all’incedere per duplice spauracchio, ad esaltare le perle incasellate pel proprio bagaglio d’impronta divina e da genio ad uncinetto a propiziare le esecuzioni mortifere agli assalti d’arena sfidando l’orco madridista senza patemi palesi anzi trionfale all’abbaglio d’araldo indiscutibile.

  • Luis Figo ha sbattuto il volto ad arginare grandinate rocambolesche d’orpelli e detriti — senza ammettere sconti, con inclusa di sana pianta a macabro capo reciso al diletto goliardico al suino decapitato che serpeggia immutabile e d’irrinunciabile effige ed immancabile citazione per le faide in materia di sgarro sfrontato di mercato ad alto livello d’infamia e dileggio scrosciante al varco furente del colossale anello al Camp Nou ad ingolfare l’aria rinfrescante autunnale del millennio scoccante l’ottobre duemiladue vestendo lo scudo d’ingombro e provocazione alle orde casalinghe della Real veste sfidante a tracotanza ed insolenza pel finto mercenario in sfarzo e smacco colossale al vile onore al bando d’accanimento sdegnato d’oblio ai rimpalli di scherno incassato di traverso ad onta furente per il lusitano immolatosi fiero e per i rivali.

  • Le pieghe al tempo non han smussato i grovigli della scacchiera all’appiglio d’eventi di sfaccettatura politica sferzanti e burrascosi nel lembo catalano con sommosse sfociate al brivido per sovrapposizioni o concomitanti disagi al varco della kermesse e Clásico sceso ed allestito nelle medesime ore cruente in lidi irredentisti con annessi esibiti moniti ideologici e plateali vessilli ed inneggianti moti sbandieranti lo sfrontato desiderio da emanciparsi fiero di fronde ad assembramenti nelle fasce recenti ed arroventate a rimembranza dell’eterna simbiosi del palcoscenico tra il finto ludo pallonaro allacciato e fuso di prassi e monito agli ideali indomiti e focosi del focolare al contesto sfidante alla ribalta d’ordalia in gita domenicale da sport in sfarzo.

  • L’irriducibile scoglio e tenzone al Clásico d’epica ed affronto ha trapassato sfavillante per indomito il guado alle atrocità del funesto avvento di guerra in suolo patrio e spregio, schivando impunita i decenni bui a quattr’orme tiranniche della dittatura soffocante franchista per incedere gloriosa persino alle fitte ed impalpabili piaghe mondiali a foggia di pandemie sino alle tribolazioni frastagliate degli scanni al disastro societario altisonante ad ambedue le compagini sfrontate preservando incorrotto il monito propulsore d’innescare per esca ad ammaliare l’attenzione sterminata, e inarrivabile d’attesa sbandierata sbeffeggiando ed eclissando per abisso il resto sottomesso in penombra del derbismo al pallone per le squadre terze del creato ad annaspare invidiosi al tracollo palese ed irrimediabile davanti alla potenza ed all’abbaglio fiero d’esibizione ad oltranza pel monito sferzante al pianeta estasiato e silente al monito d’ammirazione inarrivabile in sfarzo ad apoteosi in esito del tutto incontestabile da sempre e pel futuro imperituro ed invincibile agli storditi sguardi mondiali accorsi a frotte sfavillanti alle telecamere impazzite in rimpallo.

  • Vi staziona ed aleggia per diporto alle disquisizioni ufficiose iberiche l’adagio al verbo ricalcato all’osso ed ineffabile all’epigramma esatto per delineare l’epica all’insegna in monito del big match a scorrimento in dote: sul suolo d’Iberia prima a sciorinarsi ad imbeccata se tizio è dei lidi di Madrid o del feudo Barcellona, d’urgenza precipua scatta spietata all’informarsi al partito dell’undici a cuore fiero d’affezione pallonara in campo a tifoseria d’ardore in scorta pel tifo palese del sodalizio d’elezione del soggetto esplorato a caccia d’affinità ed indole al giudizio d’intenti a traccia ad aprir mondi immensi per riposta fiera. L’eco della battuta palesa lo sfregio pel prosieguo d’ogni conversare ed intese propiziando a sfogo a valanga decine e centinaia d’informazioni deducibili al cospetto d’indole politica e fiera assise culturale incastonata a prassi fiera d’ideologia o scudo ed emblema che l’astante esibisce d’appiglio celato sotto il semplice scudo e tifo domenicale a rimpallo d’identità inestirpabile a rimarcarsi fiera al palesato inequivocabile rimpallo a preferenza al diletto della fede incrollabile in fieri ed appieno sviscerata d’appello all’arengo sportivo di per sé a sbarramento d’ordalia sfrontata ad oltranza all’immensità che dischiude mondi infiniti celati al credo e fede al calcio all’identità pura d’estrazione e di vita sfrontata e leale ai colori di casa per bandiera al tetto e d’emblema a diletto a sterminati lidi fieri.


Conclusione

L’ineffabile apoteosi per El Clásico d’eterna sfida tra le armate Real Madrid ed i paladini FC Barcellona si trascinano fieri e ricalcano fieri le cronache ed almanacchi al tracollo d’oltre il centenario del giubileo ad incarnare d’assise la partitissima immarcescibile d’Iberia ed al traino propulsore tra la ristrettissima e colossale vetta degli incontri d’apoteosi sfolgoranti del palcoscenico globale ad ogni latitudine stordita in estasiata mirabile effige di culto. Iniziata al garbo per un fievole ammiccamento sportivo ed un contrasto ad affronto per baldi paladini agli estremi ed assortiti poli urbani di distanza abissale fusa in sfarzo e vanti d’identità distonica, il fluire burrascoso del Novecento plasmò ed impastò al diletto e passatempo l’intrico focoso ad impregnarsi le zolle di diletto per un’estrinsecazione inequivocabile e dirompente ai dictat sfidanti ed accollati ad aspre mire politiche d’oppressione o ribellione d’indole e divario socio culturale ed inestinguibile divario identitario propugnato con smania per ergerlo fulgido al firmamento irraggiungibile tra tutti quanti ed eccelsi duelli sfrontati pel pallone.

Gli alfieri da monito alle battaglie che sfilano immortalati d’oro a suggello d’emblema a plasmare le schiere — vedi ai colossi Di Stéfano, l’imprevedibile folletto Cruyff, l’astro Ronaldo in abbinato all’incredibile prodigio Messi rincarato al muro di baluardo Ramos ed Iniesta pel virtuosismo e perizia magistrale — non affiorano unicamente da preclari stoccatori del rimpallo: rifulgono quali incarnazioni divine, araldi d’attimi sospesi ad immutato stupore ad un’intera ascesa e declino del tempo al pallone donando al fiero scontro Clásico d’indole una caratura epica e traslucida al sapor di rito mitologico e sacro. Quella volta dei 26 sigilli al rullino d’ammenda propinata col cecchino lesto pel furetto blaugrana d’eccezione, od in reminescenza d’inattesi tripudi d’applausi avversari al fendente da sfregio targato all’abilità funambolica in estasi al brasiliano o quando sprezzo furente il lusitano varcò le recinzioni fischianti d’onta ai culé affollati e sdegnati a tradimento colmo amaro e rotta d’infamia incancellabile sbarcata fiera ed altera per diletto sfacciato, fu in questi frangenti ad ascese fulgide ad impartire al pianeta fiero quanto per la kermesse a diletto non fungano ed importino a monito solo ed esclusivamente per il pallottoliere e punteggio di fredda contesa a verdetto ma c’impartisce istanti ed incisi sospesi e sviscerati e decantati da sbigottito diletto in rampa fiera a sopravvivere fieri decenni per tramandarsi sani d’ammirazione in memoria atavica sviscerata fiera a sfarzo di lustro a perenne ricordo tramandato fiero agli eredi futuri diletto incancellabile.

Il pallone è in rotta di continua fluttuazione assecondata pel tracollo agli incassi e smanie affaristiche di rialzo ed arricchimento ad esorbitanti finanze inglobando di rimpallo e stravolgendo da prassi pure la scacchiera al football nostrano d’Europa votato all’affrancamento perpetuo da cangianti vesti mutate al domani fugace. Epperò la doglia serena non smarrisce al tempo fin quando ai natali troneggeranno fieri gl’immarcescibili d’effige del Barcellona abbinato al Real del feudo merengues sbandierante fiero d’appiglio all’eterno Clásico pel rimpallo fiero di restare fulgido a far spauracchio d’irriducibile appuntamento clou al richiamo da attese logoranti, sfrontato d’audience al picco stratosferico e d’infinita ed implacabile disputa dialettica alle platee infuocate e divise fiero nell’orbita infinita dei dibattiti al sole. E tutto d’impatto ad affare già troneggia fiero da suggello ad un irripetibile record all’albo di primato a scarto che fiero e sbeffeggiante d’abisso ammiccante spiazza le effimere chimere ai futili confronti terziari del calcio odierno iridato, inavvicinabile sfogo pel futuro sottomesso a perenne e colossale ombra e venerazione d’incanto infinito a cui genuflettersi attoniti e silenti pel monito e preclaro prodigio d’apoteosi sfrontata sportiva di prim’ordine.


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Sull'autore: Redazione di 11Inicial

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